Viburnum lantana L.

Viburnum lantana L.

Nome italiano: Lantana, Lentaggine.
Nome dialettale: lanta, tat, viurna, pasta frola.
Caratteri generali
Arbusto, alto al massimo 3 m, a foglie decidue, diffuso in tutta Italia. Poco longevo. Appartiene alla famiglia delle Viburnaceae.
Ecologia
Specie submediterranea, che vive bene in pieno sole o mezz’ombra, preferisce i suoli calcarei e tollera i terreni poveri, piuttosto asciutti. Sopporta bene il freddo ed il vento, arrivando fino ai 1.500 m di altitudine. La Lantana è un arbusto colonizzatore di terreni abbandonati o franosi, favorente l’insediamento del bosco.
Impieghi
I frutti colorati, prima rossi, poi neri a maturazione e le foglie che assumono una bella colorazione autunnale, la rendono un’ottima specie ornamentale in parchi e giardini. Per tal motivo, unito alla sua rusticità ed al ruolo ecologico svolto dai suoi frutti, gradevole cibo per uccelli e piccoli roditori, la Lantana è molto adatta per costituire siepi campestri, anche miste, e come consociata nella rinaturalizzazione di aree degradate, in luoghi asciutti e tendenzialmente caldi. La gradevolezza dei frutti per alcuni animali, non corrisponde a quella umana: essi sono molto aspri al nostro palato, immangiabili.
Curiosità
I fiori bianchi, riuniti in vistose infiorescenze corimbose, attirano le api e altri impollinatori, tra i quali le farfalle, anche se sono privi di nettare. Nella fitoterapia, la Lantana è stata utilizzata per le proprietà astringenti, rinfrescanti, antinfiammatorie, antispasmodiche e sedative ma, contenendo sostanze irritanti, non deve essere impiegata, se non da esperti; infatti, nella medicina popolare non è più in uso. Per ugual motivo, non va più impiegata per la preparazione di marmellate rustiche (salvo future carestie).
Dei giovani rametti flessibili (lantana deriva dal latino lantare, piegare) ci si serviva per legare le viti, per realizzare ceste e gerle o, semplicemente, per legare i pacchi o ancorare materiali sui carri; con il legno duro, anticamente si realizzavano bastoni da passeggio e per i pastori, pipe e bocchini, manici per utensili e parti di oggetti artigianali. Dalle drupe (nome botanico di questo tipo di frutto) nere si ricavava inchiostro.