Ulmus laevis Pall.

Ulmus laevis Pall.

Nome italiano: Olmo cigliato.
Nome dialettale: ulm bianch.
Caratteri generali
Albero caducifoglio, alto non più di 25 m, molto simile all’Olmo campestre, da cui si distingue per le foglie più grandi e i frutti (samare) cigliati al bordo e lungamente peduncolati. Negli individui adulti, la corteccia di questa specie presenta delle evidenti fessurazioni longitudinali e la base del fusto mostra dei notevoli contrafforti, sporgenze rilevate che fanno da raccordo tra il tronco e le radici. Ulmus laevis è specie arborea assai rara in Italia, più frequente nell’Europa centrale. Nella vicina Oasi di Crava-Morozzo si trova il popolamento forse più numeroso del Piemonte e, probabilmente, d’Italia. Analisi cromosomiche svolte su individui di Olmo cigliato dell’Oasi suddetta, hanno dimostrato che le popolazioni della Pianura Padana, separate dalle glaciazioni per lungo tempo da quelle dell’Europa centrale, presentano differenze genetiche marcate, rispetto a quelle dell’Europa al di là delle Alpi. L’Olmo cigliato appartiene alla famiglia delle Ulmaceae.
Ecologia
Specie mesofila, amante dei boschi umidi planiziali e dei suoli freschi, scarsamente o per niente acidi. L’Olmo cigliato è parte di una tipologia di bosco di elevata importanza naturalistica. Questo tipo di bosco, quando in buono stato di conservazione, è molto rigoglioso e sopporta molto bene le esondazioni; in tale habitat, Ulmus laevis si mescola a diverse altre specie arboree: Frassino maggiore, Olmi campestre e montano, Ontano nero e, nelle aree più rilevate, meno soggette alle sommersioni del terreno, Farnia e altre specie di querce; anche gli strati arbustivo, con Sambuco, Fusaggine, Luppolo, ecc. e erbaceo, con numerose specie per mq, sono molto lussureggianti. L’Olmo cigliato si osserva dalla pianura fino a 650 m di altitudine.
Impieghi
Data la rarità della specie, non sono mai state rimarcate applicazioni significative, anche perché spesso confuso con le altre specie di olmi; sicuramente è stato impiegato come combustibile, mentre il legno tenero si presta meno di altri nella realizzazione di manufatti. Talvolta, per la sua chioma elegante, la resistenza ai terreni umidi e la piacevole forma dei contrafforti, è osservabile in parchi e giardini storici. Essendo resistente alla grafiosi dell’olmo, è specie da promuovere per progetti di riforestazione e rinaturalizzazione di aree umide e lungo i corsi d’acqua.
Curiosità
L’Olmo cigliato è testimonianza relitta della grande foresta fluviale della Pianura Padana, man mano sostituita dalle colture, poiché posta in posizioni pianeggianti e di facile accesso e per sfruttarne la fertilità dei suoli. Questa tipologia di bosco, per la sua rarità e la grande valenza naturalistica, è stata inserita negli elenchi degli habitat di interesse comunitario (HIC) della Direttiva Comunitaria 92/43/CEE “Habitat”. Questa Direttiva ha istituito la più importante ed estesa rete di salvaguardia dell’ambiente, denominata Natura 2000 e rappresenta il principale strumento europeo per la difesa della biodiversità.
Questo tipo di bosco, che ha come specie diagnostica atta ad individuarlo sul terreno soprattutto Ulmus laevis, nell’elenco della Direttiva “Habitat” è denominato: Foreste miste riparie di grandi fiumi a Quercus robur, Ulmus laevis e Ulmus minor, Fraxinus excelsior e Fraxinus angustifolia (Ulmenion minoris), con codice 91F0. Viene protetto perché rappresenta habitat relitto delle grandi foreste fluviali d’Europa, testimone di quando i nostri fiumi avevano una portata maggiore, ma scorrevano molto più lentamente, grazie alla superficie dei loro letti nettamente più ampia; lentezza delle acque che consentiva l’insediamento stabile di specie arboree di grande pregio, che vegetano preferibilmente su suoli ricchi d’acqua.