Quercus robur L.

Quercus robur L.

Nome italiano: Farnia, Quercia peduncolata.
Nome dialettale: ru, rul bianca, rore.
Caratteri generali
Albero maestoso, caducifoglio, che nei boschi viene misurato intorno ai 30-40 m di altezza, ma può arrivare a 50 m; di notevole longevità, la Farnia può vivere diversi secoli: esistono esemplari storici con più di 1.000 anni. L’accrescimento è abbastanza rapido nello stadio giovanile, ma rallenta nettamente man mano che aumenta di età. L’identificazione sul terreno della Farnia non è immediata, perché può essere confusa con la Rovere; spesso, con questa o la Roverella si mescola, producendo ibridi. In Italia, Quercus robur è presente in tutte le Regioni, salvo la Sicilia. Appartiene alla famiglia delle Fagaceae.
Ecologia
Specie che ama il soleggiamento, soffrendo l’ombreggiamento già nelle prime fasi vegetative. Vive su molti tipi di suolo, da sabbiosi ad argillosi fino a quelli abbastanza acidi. La Farnia ha forti esigenze d’acqua, infatti si adatta molto bene in terreni soggetti a ristagni, anche a brevi inondazioni, mentre soffre particolarmente gli stress idrici e le annate siccitose. Vegeta dalla pianura alla montagna, fino a 1400 m nelle situazioni ad essa più favorevoli.
Impieghi
Specie dagli utilizzi molteplici: le piante sono impiegate nell’arboricoltura da legno e per la formazione dei filari lineari intercolturali; nella selvicoltura, per la ricostituzione di boschi misti, per il ripopolamento dei querceti o per la loro rinnovazione; nella ricreazione seminaturale delle formazioni arboree caratteristiche della Pianura Padana. Nei parchi e nei giardini viene usata come albero isolato, oppure in gruppo o a filare. La Farnia si presta molto bene alla micorrizazione con il noto e pregiato tartufo bianco (Tuber magnatum Pico). Della corteccia si impiega il tannino, di cui è ricca. Specie ottima per migliorare la biodiversità, in quanto può ospitare e nutrire una notevole varietà di animali (le sue ghiande sono molto appetite da scoiattoli, cervi, cinghiali, uccelli), licheni, muschi e funghi. Un solo esemplare adulto di Farnia può arrivare ad alloggiare più di 400 specie di insetti. In questi ultimi anni è tornato in uso il sistema dei pascoli arborati, un tempo molto utilizzato dagli agricoltori/allevatori, che consiste nel far pascolare bovini o suini sotto piantamenti di Farnia. Dal legname si ottengono mobili, listelli dei palchetti, impiallacciature, travature, le famose botti per i vini barricati; l’elasticità del legno ne favorisce l’impiego nella meccanica navale tradizionale e nei restauri.
Curiosità
In passato, il legname è stato fortemente impiegato per la costruzione di navi; ciò, ha determinato estesi disboscamenti di querce. La quercia, presso molti popoli antichi, era considerata l’albero sacro per eccellenza e fu legata alle principali divinità come Zeus o Giove. Vi fu anticamente anche l’uso folkloristico di toccare o abbracciare la Farnia, perché si credeva desse vigore e protezione dagli spiriti maligni. Il termine latino robur, significa forza, robustezza, è riferito all’aspetto imponente di questa specie. Quercus robur è considerato l’albero nazionale per molti Paesi europei: Croazia, Danimarca, Estonia, Inghilterra, Lettonia, Lituania, Moldavia, Polonia e Romania. Le foreste caratterizzate dalla predominanza della Farnia, un tempo coprivano vaste aree delle pianure europee; oggi, sono diventate assai rare e diverse di queste sono custodite nelle Zone Speciali di Conservazione, siti protetti dalla normativa della Comunità Europea con la Direttiva “Habitat”, rientranti nella rete Natura 2000.