Alnus glutinosa (L.) Gaertner
Nome italiano: Ontano nero.
Nome dialettale: verna, verna rusa, varna, alna.
Caratteri generali
Albero deciduo dalla crescita rapida, ma che a maturità generalmente non supera i 25 m di altezza; non è molto longevo, difficilmente oltrepassa i 100 anni d’età.
Durante l’inverno si riconosce per la persistenza sui rami dei coni femminili dell’anno precedente, legnosi (pigne nere).
In Italia, la specie è abbastanza comune su tutto il territorio. Appartiene alla famiglia delle Betulaceae.
Ecologia
Specie che ama vivere in pieno sole, nei suoli umidi a falda superficiale o anche nelle acque fluenti, indifferente alla sommersione perenne; vegeta tranquillamente anche in suoli saturi d’acqua, da sabbiosi ad argillosi.
Vive dalla pianura ai 1300 m di quota.
L’Ontano nero colonizza velocemente i terreni poveri e umidi, migliorandoli grazie alla simbiosi con dei batteri azotofissatori, del genere Frankia.
Impieghi
Per le sue peculiarità biologiche ed ecologiche, Alnus glutinosa viene impiegato per la realizzazione o ricostituzione dei boschi igrofili o di ambienti seminaturali, quali fasce fluviali, lanche, garzaie, cave o discariche, per gli interventi di ingegneria naturalistica in ambienti umidi e spondali, come rive e fossi; trova applicazione ecologica anche per la fitodepurazione delle acque reflue e come fitorimediatore nella bonifica di terreni malsani o contaminati.
Quest’ultima applicazione è apprezzabile osservando certe formazioni lineari governate a ceduo, lungo i fossi con funzione «tampone», avendo la capacità di assorbire gli inquinanti dalle acque superficiali; piantamenti di Ontano nero sono riscontrabili anche sulle scarpate dei canali irrigui per il contenimento dei medesimi. Come albero ornamentale è presente nei parchi, in prossimità di laghetti, corsi d’acqua o altre zone umide.
Il legno di Alnus glutinosa, facilmente lavorabile, è molto valido per la realizzazione di oggetti scolpiti, intagli, parti interne di mobili e pannelli di compensato, nonché per la fabbricazione di strumenti musicali, bare e manici. L’Ontano nero è l’albero degli zoccoli per antonomasia. Nella fitoterapia è impiegato come febbrifugo, antireumatico, antiinfiammatorio, astringente e cicatrizzante delle ulcere. La pianta ospita una ricca fauna di invertebrati ed è gradito rifugio dell’avifauna, specie ai lucherini (Carduelis spinus). La fioritura precoce rende l’Ontano nero un buon alleato degli apicoltori.
Curiosità
Anticamente, fu utilizzato come colorante naturale: dalla corteccia e dai coni si produceva il marrone scuro, unendo sali di ferro o allume il rosso-arancio; ciò, per tingere lana, cuoio e reti da pesca.
Grazie alla durevolezza se immerso in acqua, il legno veniva impiegato per la realizzazione dei macchinari per i mulini ad acqua, per i lavori idraulici e per le palafitte: buona parte delle abitazioni di Venezia sono sorrette anche da pali di questa utile specie.
Nel periodo più consono è frequente poter osservare i semi di Ontano nero galleggiare lungo i corsi d’acqua, grazie a delle vescicole aerifere che li tengono a galla e ne favoriscono la dispersione.
Invece, le giovani foglie sono appiccicose, da cui il termine latino specifico glutinosa, dovuto a delle secrezioni ghiandolari resinose: la viscosità serve alla pianta per difendersi dagli attacchi degli insetti fitofagi e per impedirne la deposizione di uova, per ridurre la traspirazione e difendere le foglie da funghi e batteri. Il legno giallo rosato, che essiccato diventa rossastro, ha sempre inquietato i popoli antichi, che consideravano l’Ontano nero albero semidemoniaco.

